Psicologo e Formatore

Cosa Penso

I manuali di psicologia aiutano, da soli, a conoscere l’uomo? O è necessario unire il sapere teorico con quello della vita, del mondo-della-vita? Occorre certamente rispettare le ricerche, le intenzioni, i risultati cui si è giunti. Tuttavia occorre anche analizzare il vissuto dell’uomo sulle questioni fondamentali dell’esistenza. Il timore, il tremore, con cui si potrebbe vivere il non essere sufficientemente “scientifico” hanno fatto perdere di vista quanta scientificità autentica possa esserci nella universale intuizione delle cose, data da altre forme di conoscenza. L’arte ad esempio, la poesia, la letteratura, la stessa filosofia offrono da secoli i loro contributi sull’uomo e sulla sua inquietudine. Tale sapere psicologico universale viene da noi sufficientemente considerato? (Antonio De Luca)

Cosa penso OGGI.
Perché voglio riservarmi, come da poco ho imparato, la possibilità di cambiare idea e non per comodo opportunismo, ma per sofferta trasformazione.
Credo che per molti anni non ho svolto, come avrei dovuto, il mio lavoro di psicologo.
Pur essendomi formato in una Scuola di psicoterapia aperta al contributo di altre discipline, non ho saputo cogliere la ricchezza che questo percorso presentava.
Forse per una difesa che nasceva dall’insicurezza o, peggio, per un non sufficientemente elaborato narcisismo, ho aderito ad un’epistemologia oggi screditata, almeno in parte, sia dalla biologia che dalla fisica moderna.
Per anni, ho usato un lessico pseudoscientifico che aveva lo scopo di rassicurare più me che coloro che a me si rivolgevano.
Ho capito invece che solo dall’umiltà socratica del processo conoscitivo può scaturire una consapevolezza dinamica catalizzata dall’accettazione del dolore.
“Noi siamo, in gran parte, il risultato di ciò che abbiamo perduto” diceva Aldo Carotenuto, evidenziando l’inevitabilità della perdita laddove ci si incammini verso la ricerca di se stessi e la crescita.
Credo sia questo il mio compito: condividere con i miei pazienti un percorso verso la propria individuale consapevolezza che permetta loro di porsi, serenamente, davanti alle questioni fondamentali della vita: la gioia ed il dolore, la solitudine e la condivisione, il senso e la noia,... la morte.
L’ausilio della teoria e della prassi psicologica sarà un valido aiuto, ma non esclusivo, affinché ogni fatto della vita porti in sè i germi di nuove opportunità ed il dolore non rimanga sterile e senza senso.